Cosa ci piace mangiare quando nessuno ci vede?

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Ormai abbiamo tutti una vasta cultura sul mangiare sano. A tavola sono sempre più rari i piatti pesanti, ingrassanti, troppo conditi o con eccesso di grassi animali. Anche gli chef di grido fanno a gara per inventare piatti light, belli a vedersi, sani  ben presentati, con poche calorie e porzioni minimali. E noi li mangiamo apparentemente soddisfatti di fronte a noi stessi e agli altri.

Ma tutto ció non ha nulla a che vedere con la nostra intimità, come rileva un interessante articolo di @TheSchoolofLife, una scuola di psicologia e filosofia con sede a Londra,creata dal geniale filosofo @AlaindeBotton.

In effetti è proprio quando siamo soli , che esce  allo scoperto la nostra vera natura in fatto di cibo. È lì la vera liberazione, quando non ci vede nessuno e diamo sfogo al nostro vero io.  È come se avessimo una duplice personalità: quella pubblica, che ama il cibo salutare , bio,integrale  e quella privata, che gioisce mangiando ció che capita o ció che sceglie.
Junk food (cibo spazzatura) per lo più: patatine fritte intinte nel ketchup , club sandwich grondanti di maionese, pizza con nutella, e quelle incursioni notturne nel frigorifero alla ricerca di pane, budini, formaggi, cioccolata e via dicendo.

Ma  è proprio una  devianza catastrofica ? No. È del tutto normale che ogni tanto si  abbia voglia  di un gesto liberatorio, lasciando da parte la razionalità e il giudizio degli altri. Del resto è umano lasciare da parte le convenzioni sociali che ci obbligano  ad essere sempre “politically correct” anche a tavola. Certo che il disordine alimentare non puó essere la regola perchè ci fa  ingrassare aumentare trigliceridi e colesterolo. Ma   In fin dei conti, niente sensi di colpa se ogni tanto ci concediamo  uno strappo alla regola, condividendo  un “lussurioso” pasto solo in compagnia di noi stessi.

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